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P19013 - L’evoluzione del sistema sanzionatorio penale …

«Emendare o intimidire?». Questo è il dilemma che storicamente si manifesta, rivoluzionando la cultura giuridica penalistica europea, a cavaliere tra secolo dei lumi e secolo dei codici. Un dilemma sotto alcuni profili non risolto, se ancora si dibatte in modo acceso sulla funzione della pena, sulla asserita necessità di garantirne in primis l’effettività e sulla possibilità che essa “marchi” indelebilmente il condannato, e dunque su quanto abbia un ruolo nella “prevenzione generale”, soprattutto attraverso l’effetto di intimidazione.

Il corso intende ripercorrere un tracciato normativo che, dalle novità teoriche e dalle riforme legislative poste in atto all’inizio della contemporaneità, scollinata la fase dell’assunzione generalizzata in Europa dello stato di diritto costituzionale, trova conclusione nel più recente (ma al tempo stesso risalente) dibattito sul tema delle pene alternative e delle misure alternative di esecuzione della pena. La nostra Carta fondamentale, su evidente base illuminista, pronuncia parole molto chiare, e la sua forza vitale è dimostrata, tra l’altro, dalla perdurante sua incidenza sulla giurisprudenza costituzionale. Si pensi al più recente arresto della Consulta in materia, che ha ripreso e fissato con efficacia il concetto di “ineliminabilità” della funzione di emenda, e della illegittimità di ogni disciplina che renda in astratto irrilevante ogni concreto ed effettivo percorso di risocializzazione: la rieducazione del condannato è una « finalità ineliminabile […], che deve essere sempre garantita anche nei confronti di autori di delitti gravissimi, condannati alla massima pena prevista nel nostro ordinamento, l’ergastolo […] (è) criterio “costituzionalmente vincolante” quello che esclude “rigidi automatismi e richiede sia resa possibile invece una valutazione individualizzata e caso per caso” nella materia dei benefici penitenziari […] giacché ove non fosse consentito il ricorso a criteri individualizzanti “l’opzione repressiva fini(rebbe) per relegare nell’ombra il profilo rieducativo” […], instaurando di conseguenza un automatismo “sicuramente in contrasto con i principi di proporzionalità ed individualizzazione della pena”» (Corte cost., sent. n. 149 del 2018).

Se dunque le coordinate costituzionali (e convenzionali) sembrano salde, anche nella loro tendenza evolutiva, non v’è dubbio che sono aumentate le difficoltà di concreta modulazione legislativa dei principi, in un contesto sociale e culturale che, in porzioni cospicue e per certi versi ormai dominanti, percepisce intensi rischi promananti dalla criminalità e ne concepisce la riduzione, prevalentemente, in termini di assoluta segregazione dei soggetti pericolosi. Un clima – certamente non avulso da defaillances effettive che segnano alcuni degli assetti normativi ed alcune delle concrete applicazioni degli istituti connessi all’irrogazione ed alla esecuzione della pena – che non manca com’è ovvio di incidere sulla pratica della giurisprudenza e sugli orientamenti relativi.

Sulla premessa già indicata delle ricadute culturali ed applicative di una riflessione che assuma anzitutto un respiro dinamico, il corso – che sarà organizzato in collaborazione con l’Università Roma Tre - si propone di far seguire ai contributi storici una riflessione di sintesi sulle matrici costituzionali e convenzionali del diritto della pena, e quindi di approntare gruppi di esame e discussione sullo stato dell’arte riguardo ai criteri di quantificazione e di esecuzione della sanzione penale, nell’ottica della legge e nella pratica della giurisdizione.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura, in collaborazione con l’Università Roma Tre; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazione frontali con dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci onorari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna

Sede e data del corso: Roma, Sede dell’Università Roma Tre, 20 febbraio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 22 febbraio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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