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T19008 - La volontaria giurisdizione nel diritto delle società

Il corso è dedicato ai magistrati assegnati alle sezioni specializzate in materia d’impresa.

Nel nostro ordinamento giuridico, la “volontaria giurisdizione” è un concetto di non facile definizione, perché il legislatore italiano non ha ritenuto opportuno introdurre una elencazione puntuale delle materie e degli ambiti di applicazione di questi procedimenti.

In generale, si afferma che – a differenza dei procedimenti contenziosi – la volontaria giurisdizione non persegue la risoluzione di un conflitto fra le parti, ma il compimento di tutte quelle attività necessarie alla gestione di un negozio giuridico o di un affare privato di uno o più attori. Il giudice non è chiamato a dirimere un contrasto, ma a garantire un interesse privato che, talvolta, assume anche indirettamente rilevanza pubblica.

Da qui la difficile collocazione sistematica della volontaria giurisdizione, a cavallo tra il diritto pubblico e il diritto privato e tra giurisdizione e amministrazione.

La volontaria giurisdizione costituisce un campo non ancora del tutto esplorato specie nell’ambito del diritto societario. L’obiettivo del corso è quello di esplorare le caratteristiche, i limiti e le implicazioni di tale forma di giurisdizione. Nel settore in questione, infatti, vi sono diverse ipotesi di procedimenti di volontaria giurisdizione cd. bilaterali, che non tendono alla pura e semplice integrazione della capacità delle persone, né alla tutela preventiva di interessi comuni bensì all’adozione di provvedimenti che una parte chiede nei confronti dell’altra.

In particolare, merita di essere approfondito l’importante istituto della denunzia al tribunale delle gravi irregolarità (art. 2409 c.c.); tale norma delinea un procedimento – ritenuto di volontaria giurisdizione – finalizzato ad attuare un vero e proprio controllo giudiziario sulla gestione delle società di capitali. L’istituto costituisce un rimedio – per certi versi preventivo – contro la “mala gestio” degli amministratori, e consente di eliminare - in tempi rapidi – le irregolarità conseguenti alla violazione dei doveri di buona amministrazione.

Tale denunzia – ove ritenuta ammissibile e fondata – può comportare l’ispezione giudiziale della società e, nei casi più gravi, la revoca degli amministratori (ed eventualmente anche dei sindaci) e la nomina di un amministratore giudiziario.

Da qui, la comprensibile importanza dell’istituto, che, ove correttamente attuato, si pone a tutela di interessi, anche generali, e si risolve in una misura cautelare e provvisoria riguardante veri e propri diritti soggettivi.

L’assenza di contraddittorio all’interno del procedimento impone molta cautela nella identificazione delle “gravi irregolarità”, da non confondere con le mere irregolarità formali, né con le contestazioni che coinvolgono scelte di merito dell’organo amministrativo.

L’importanza dell’approfondimento di tale istituto deriva dalla complessità dei suoi presupposti, dalla incerta applicazione alle società a responsabilità limitata (tenuto anche presente che la legge delega per la riforma delle procedure concorsuali prevede l’applicabilità delle disposizioni relative all’art. 2409 c.c. alle società a responsabilità limitata anche prive di organo di controllo), della sua incidenza sugli assetti societari.

Ne consegue che la verifica dei presupposti per l’adozione di un provvedimento ex art. 2409 c.c. è di grande interesse per la formazione specialistica, al fine di consentire una circolazione delle varie prassi applicative dell’istituto sparse sul territorio nazionale.

Ancora, nel programma del corso saranno previste apposite sessioni per la trattazione dei seguenti argomenti: la nomina degli esperti per la liquidazione della quota al recedente; lo scioglimento delle società di capitali e la nomina dei liquidatori e se sia possibile esaminare, in via incidentale, questioni che diversamente dovrebbero essere rimesse in sede contenziosa.

In conclusione, il corso si occupa di temi sinora poco approfonditi, oggetto di importanti decisioni giurisprudenziali, che muove dall’intento pratico di sollecitare il dibattito tra i partecipanti e di avviare un approfondimento su una materia di grande interesse per l’esercizio dell’attività imprenditoriale ed economica.


Caratteristiche del corso:

Area: civile
 

 

Organizzazione:Scuola superiore della magistratura – Struttura decentrata della Corte d’appello di Roma; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: al fianco di relazioni frontali, concepite in termini di presentazione dialogica dei temi e seguite da dibattito, saranno previsti lavori tra gruppi ristretti di partecipanti con esame di casistica; numero complessivo dei partecipanti e composizione della platea: quarantacinque magistrati ordinari con funzioni civili e cinque avvocati provenienti da distretti diversi da quello di Roma, oltre a venticinque magistrati del distretto romano o della Cassazione, ed a cinque avvocati del medesimo distretto.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Roma, Corte di Appello, 13 maggio 2019 (apertura lavori ore 15,30) – 15 maggio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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