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P21031 Questioni attuali della cooperazione giudiziaria in materia penale: mandato di arresto europeo, ordine di indagine europeo e Procuratore europeo



Negli ultimi anni il legislatore italiano ha radicalmente modificato il quadro normativo in tema di cooperazione internazionale in ambito penale, non solo con la modifica dei principi generali derivanti dalla riscrittura globale del libro XI del codice di procedura penale, ma anche con l’attuazione della Convenzione di Bruxelles del 29 maggio 2001 (d.lgs. 52 del 2017) e mediante il recepimento delle principali decisioni quadro dell’Unione europea in tema di cooperazione giudiziaria, con l’introduzione di nuove forme di collaborazione, come quella basata sulla istituzione delle squadre investigative comuni e soprattutto con l’implementazione della direttiva 41/2014/UE in tema di ordine europeo di indagine (d.lgs. 108 del 2017). Un quadro che risulta, pertanto, radicalmente innovato, nel quale sono stati delineati una serie di competenze e di strumenti destinati a fornire una risposta alla sempre più frequente esigenza di un respiro internazionale delle investigazioni per fronteggiare forme di criminalità transazionale particolarmente complesse e insidiose.

Inoltre, il corso intende soffermarsi anche sul ruolo centrale della Procura europea (EPPO) nelle indagini su reati contro gli interessi finanziari dell'UE, comprese le frodi riguardanti fondi europei per un ammontare superiore a 10.000 euro e quelle sull'IVA transfrontaliera che comportano danni superiori a 10 milioni di euro. Al riguardo saranno esaminate le problematiche riguardanti i rapporti della Procura europea con le autorità giudiziarie nazionali e con gli organismi come OLAF, Eurojust ed Europol in situazioni che comportino il compimento di accertamenti comuni. Emerge perciò la necessità - che alcuni interpreti hanno immediatamente sottolineato - di applicare non solo la legislazione interna, ma anche una serie di diritti procedurali garantiti dalla normativa europea, dalla Carta di Nizza e dagli stessi principi del “processo equo”, il che implica inevitabilmente un alto tasso di creatività del processo interpretativo. Per assicurare la utilizzabilità procedimentale degli atti di indagine, non sarà infatti sufficiente applicare il codice di procedura penale nazionale, occorrendo sempre di più conformarsi alle disposizioni – non sempre coincidenti – delle direttive europee, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ed al “diritto vivente” della CEDU. Si impone perciò una visione di insieme particolarmente attenta allo scenario evolutivo della cooperazione internazionale penale ed anche all’innovazione tecnologica nei nuovi mezzi di prova alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale sottoscritta nel corso della Conferenza di Palermo (12 - 15 dicembre 2000).

Caratteristiche del corso:

Area: penale

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: centoquaranta magistrati ordinari con funzioni penali (di cui settantacinque con funzioni requirenti e sessantacinque con funzioni giudicanti) e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Aula virtuale Teams (apertura lavori ore 15.00) – 23 aprile 2021 (chiusura lavori ore 13.00).

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