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P21032 Bioetica e biodiritto



Venuti il nascere e il morire nel dominio della tecnica, il diritto non se ne sta come attonito spettatore, ma è chiamato a legittimare o vietare, a permettere o impedire. Il diritto si fa, e non può non farsi, “bio-diritto”, diritto del bíos, della corporeità.

La relazione tra bioetica e biodiritto è una delle questioni più complesse che si rinvengono nel nostro ordinamento, ponendo l’interprete a confronto con un sistema non solo e non tanto normativo, quanto, soprattutto, valoriale. Tuttavia, se la bioetica è la disciplina “sovrana”, il lento appropriarsi delle sue acquisizioni assiologiche da parte del giurista implica percorsi interpretativi estremamente rischiosi per il confine liquido tra diritto e morale.

A partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, infatti, il costante progresso delle conoscenze biomediche e biotecnologiche, l’emergere dei temi cruciali dell’inizio e fine vita e l’accresciuta sensibilità sociale sulle questioni legate alla dignità del vivere e del morire, ha originato nuove istanze di giustizia, ponendo l’interprete di fronte alla necessità di trovare delle risposte ai crescenti interrogativi che emergono in questo ambito.

Toccando i limiti del vivere e del morire, le questioni bioetiche scontano spesso una accesa dialettica tra modelli culturali e normativi diversi, nel confronto complesso tra diritto legislativo e giurisprudenziale, quest’ultimo spesso chiamato a un ruolo sussidiario di fronte ai silenzi del legislatore. Peculiare, infatti, è la posizione del giudice che, di fronte alle questioni che gli vengono poste, non può rifiutarsi di provvedere, dovendo dare una risposta alle istanze che provengono dalle parti, facendo ricorso agli strumenti processuali a sua disposizione, anche ricorrendo alla proposizione dell’incidente di costituzionalità. 

Il corso, partendo da un’analisi dei principi interni e sovranazionali che possono essere ricavati in materia, intende affrontare le principali questioni di interesse per il giudice civile e penale, a partire da quelle legate ai molteplici aspetti dell’inizio e della fine della vita, alla tutela della dignità della persona in ambito medico e sanitario, ai confini della ricerca scientifica e alle sue applicazioni sull’uomo e gli esseri viventi.

Caratteristiche del corso:

Area: comune

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino aver frequentato il corso P20028.

Sede e data del corso:  Aula virtuale Microsoft Teams, 26 aprile 2021 (apertura lavori ore 15.00) - 28 aprile 2021 (chiusura lavori ore 13.00).

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