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L’etica del magistrato

28/05/2021

Corso collegato
P21040 - L’etica del magistrato

L’ETICA DEL MAGISTRATO

Cod. P21040
Data: 19-21 maggio2021 (con formazione da remoto)
Responsabili del corso: Lorenza Calcagno, Antonella Ciriello, Gianluca Grasso, Giorgio Lattanzi, Sara Lembo
Esperto formatore: Giuseppe Campanelli
Presentazione

In qualsiasi società, qualunque sia il modo in cui vengono assunti, la formazione e la portata del loro mandato, i magistrati sono investiti di poteri penetranti, che consentono di intervenire in ambiti che riguardano gli aspetti essenziali della vita deicittadini e dell’economia.La Convenzione europea dei diritti dell'uomo sancisce, dal punto di vista del cittadino, che «ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge» (art. 6, par. 1). Lungi dall'enfatizzare l'onnipotenza del giudice, la norma mette in evidenza le garanzie fornite ai contendenti e stabilisce i principi su cui si basano i doveri del giudice: indipendenza e imparzialità.

È pertanto necessario che, sia all’interno degli uffici giudiziari, sia al di fuori, vi siano regole di condotta concepite per mantenere la fiducia in queste aspettative.L’etica giudiziaria ha assunto nel corso degli anni un posto di rilievo nelcontesto internazionale, a partire dall’adozione dei principi di Bangalore(2001), nel quadro delle Nazioni unite, cui hanno fatto seguito il parere n. 3 del Consiglio consultivo dei giudici europei (Ccje) sull’etica e la responsabilità dei giudici(2002), il codice ibero-americano di etica giudiziaria(2006), la dichiarazione di Londra sull’etica dei giudici con cui è stato approvato il rapporto intitolato “Etica dei giudici -Principi, valori e qualità” come linee guida per la deontologia dei magistratieuropei(2010), promossa dalla rete europea dei consigli di giustizia, la Raccomandazione R(2010)12 del 17 novembre 2012 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità .Negli ultimi anni la granparte dei Paesi dell’Ue si è dotata di testi di etica giudiziaria (codici, guide, raccolte di principi) di diversa origine (Consigli di giustizia, associazioni giudiziarie, conferenze dei giudici, presidenti di tribunali, ecc.). L’ordinamento italiano è stato tra i precursori di questo orientamento tra i paesi di civil law, essendosi dotato di un codice etico fin dal 1994.Costituisce talvolta un luogo comune che l’etica professionale non si insegna e a sostegno di questo assunto si evidenzia il fatto che l’etica –interessantissima, coinvolgente, divisiva quando si affrontano i singoli casi concreti e le questioni controverse –rischia di risultare banale quando si enunciano in astratto principi e regole di comportamento, senza esplorarne la genesi storicaesenza discuterne le contaminazioni con la realtà.L’esperienza maturata nel corso degli anni dalla Scuola superiore della magistratura mostra che è possibile realizzare questa formazione, coniugando la riflessione sui principi e le regole dell’etica deicomportamenti con la dimensione applicativa.

Essa si inserisce in un contesto europeo (Rete europea di formazione giudiziaria), internazionale (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga, UNODC) e comparato dove, specie nei paesi di tradizionedi common law, questo tipo di formazione è particolarmente sentita.Le attività di formazione sui profili etici formano oggetto delle linee programmatiche annuali sulla formazione e l’aggiornamento professionale dei magistrati e sul tirocinio ed a tali temi la Scuola dedica specifici momenti di approfondimento, anche nella dimensione europea nei programmi dedicati alla formazione iniziale (programmi THEMIS e AIAKOS).La magistratura italiana sta affrontando uno dei momenti più complessi e difficili degliultimi decenni. Il Presidente della Repubblica, nel suo intervento del 18 giugno 2020, in occasione della cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario dell’uccisione di Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, Mario Amato e Gaetano Costae del trentennale dell’omicidio di Rosario Livatino ha evidenziato che la magistratura deve necessariamente impegnarsi «a recuperare la credibilità e la fiducia dei cittadini, così gravemente messe in dubbio da recenti fatti di cronaca».E per far sì che lacorrettezza sia costantemente praticata, tanto nell’esercizio delle funzioni quanto al di fuori dell’ufficio, un utile ausilio risiede nelle attività di formazione che fanno capo alla Scuola, a cui il Capo dello Stato ha rivolto l’invito a dedicare sessioni specifiche all’etica dei comportamenti.

In un confronto dialettico con la deontologia delle altre professioni legali, nel corso verrà sviluppata l’analisi delle diverse “fonti” da cui derivano indicazioni e prescrizioni sulle modalità di condotta dei magistrati nell’esercizio dell’attività professionale e nella vita sociale: le fonti internazionali, la Costituzione, i codici di rito, l’ordinamento giudiziario, il codice etico e la regolamentazione del disciplinare. Una specifica riflessione, in chiave comparata, sarà dedicata al tema degli organi consultivi sull’etica giudiziaria, attraverso l’analisi delle esperienze francese e spagnola, ove sono stati introdotti per fornire ai magistrati, assicurandone la riservatezza, pareri su eventuali dubbi relativialla correttezza del proprio operato.

La nuova normativa sulla Procura europea

20/04/2021

Corso collegato
FPFP21010 - LA NUOVA NORMATIVA SULLA PROCURA EUROPEA

Il 9 maggio 2021, con la nomina dei rappresentanti distrettuali, si completa l’iter attuativo della Direttiva Europea che ha istituito la Procura Europea, organo che avrà il compito di curare le indagini e perseguire i reati commessi dalla criminalità finanziaria transfrontaliera. L’istituzione dell’ufficio menzionato risale in realtà al 2017, e scaturisce dall’esigenza di svolgere indagini nei confronti delle frodi internazionali ai danni dell’Unione Europea aventi carattere transfrontaliero, per superare gli ostacoli ad un proficuo e rapido svolgimento degli accertamenti che devono sempre più spesso essere svolti al di fuori dello Stato. Le condotte criminose di interesse sono delineate nella direttiva UE 2017/1371 del Parlamento Europeo e del Consiglio che definisce il vasto ambito della nozione di “frode e lesione degli interessi finanziari dell’UE”. Sono considerate frodi e reati rilevanti ai sensi della dir 2017/1371:
• Le condotte fraudolente ai danni del bilancio dell’Unione, comprese le operazioni finanziarie quali l'assunzione e l'erogazione di prestiti.
• I reati gravi contro il sistema comune dell’IVA, (es. frodi carosello, frodi commesse nell’ambito di operazioni criminali etc..), compiuti in due o più stati membri ed il cui danno complessivo sia almeno pari a 10 milioni di Euro.
• Le condotte di appropriazione indebita di funzionari pubblici, di corruzione attiva e passiva.
• Le condotte di riciclaggio.
La Procura Europea ha sede in Lussemburgo ed è strutturata su due livelli. Il primo, definito livello strategico, è composto dal procuratore capo e da un collegio di procuratori deputati a definire gli obiettivi strategici dell’organo. Il secondo livello, di carattere operativo, è composto dai procuratori delegati al compimento delle indagini ed all’esercizio dell’azione penale. In occasione dell’entrata in vigore della norma attuativa sull’EPPO e della nomina dei venti rappresentanti distrettuali della stessa, la Scuola Superiore della Magistratura, in collaborazione con la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, del Ministero della Giustizia e della Guardia di Finanza, ha organizzato un percorso formativo e di confronto tra tutti gli organi coinvolti nel nuovo assetto normativo, articolato in diversi incontri. Il primo incontro avrà carattere introduttivo ed informativo e sarà accompagnato da un dibattito su ciascuno dei punti centrali della normativa, pur privilegiandosi il taglio pratico. Seguiranno due incontri di approfondimento sulle questioni operative, dedicati alla disamina dei reati di competenza dell’EPPO ed ai criteri di attribuzione della competenza, ai rapporti con la Polizia Giudiziaria e ai profili operativi dell’instaurazione del procedimento penale, dall’iscrizione della notizia di reato in poi ed ai rapporti tra Procure, EPPO, DNA, Procure Generali e Procura presso la Corte di Cassazione.

I materiali del corso sono disponibili al seguente link.

Strumenti telematici di ricerca Italgiureweb e risorse informatiche della SSM

23/03/2021

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